01 Ago Come controllare auto in sovrasterzo: cosa fare
Un sovrasterzo non lascia molto tempo per ragionare: il posteriore dell’auto inizia a superare la traiettoria impostata, il volante sembra leggero e la vettura punta verso l’interno della curva. Sapere come controllare auto in sovrasterzo significa riconoscere subito il fenomeno, guardare dove si vuole andare e applicare correzioni misurate. Non è una tecnica da sperimentare nel traffico: si apprende davvero in un ambiente protetto, con istruttori, spazi di fuga e condizioni ripetibili.
Che cos’è il sovrasterzo e perché accade
Si parla di sovrasterzo quando le ruote posteriori perdono aderenza prima di quelle anteriori. L’asse posteriore scivola verso l’esterno della curva e l’auto tende a ruotare più di quanto richiesto dall’angolo di sterzo. È una dinamica che può essere spettacolare in pista, ma su strada può evolvere rapidamente in un testacoda.
Le cause sono diverse. Su fondo bagnato, innevato o ghiacciato basta una riduzione del grip per rendere instabile il retrotreno. In curva possono incidere una velocità d’ingresso eccessiva, un rilascio brusco dell’acceleratore, una frenata con volante già sterzato o un trasferimento di carico repentino. Sulle auto a trazione posteriore, una riapertura troppo decisa del gas può far pattinare le ruote motrici e innescare la rotazione.
Anche una supercar moderna, con pneumatici performanti e sofisticati sistemi elettronici, resta soggetta alle leggi della fisica. Ferrari, Porsche e Lamborghini offrono prestazioni straordinarie, ma proprio la prontezza dell’acceleratore e la potenza disponibile richiedono sensibilità. La sicurezza non nasce dal coraggio di correggere tardi: nasce dall’anticipo, dalla lettura del fondo e dalla precisione dei comandi.
Come controllare un’auto in sovrasterzo
La prima regola è semplice da ricordare e difficile da applicare sotto stress: guardare nella direzione in cui si vuole portare l’auto, non verso l’ostacolo né verso il punto in cui il posteriore sta scivolando. Lo sguardo guida le mani. Se gli occhi restano fissi sul guard-rail, sul cordolo o sull’albero, aumenta il rischio di sterzare proprio verso quel bersaglio.
Quando il retrotreno inizia a muoversi, occorre sterzare nella direzione della sbandata. Se il posteriore scappa a destra, si ruota il volante a destra; se scappa a sinistra, si corregge a sinistra. Questa azione viene chiamata controsterzo: riallinea le ruote anteriori alla direzione reale di movimento dell’auto e aiuta a recuperare l’aderenza del retrotreno.
Il punto decisivo è la misura. Un controsterzo insufficiente non arresta la rotazione; uno troppo ampio o troppo lento può provocare un’oscillazione opposta, il cosiddetto pendolo. Le mani devono essere veloci, ma non convulse. Una guida corretta è fatta di piccoli aggiustamenti continui, non di movimenti violenti del volante.
L’acceleratore: né panico né automatismi
Molti conducenti, sentendo l’auto scivolare, alzano completamente il piede dall’acceleratore. In alcuni casi questa reazione peggiora la situazione. Il rilascio brusco trasferisce carico sull’avantreno e alleggerisce ulteriormente il retrotreno, riducendo il margine di aderenza proprio dove serve.
Sulle vetture a trazione posteriore, quando il sovrasterzo è stato causato dall’eccesso di potenza, bisogna ridurre il gas con gradualità fino a riportare le ruote posteriori entro il limite di grip. Non si tratta di accelerare per “tirare fuori” l’auto dalla sbandata: senza formazione e spazio adeguato, questa è una semplificazione pericolosa. Il comando corretto dipende dall’angolo di deriva, dalla velocità, dalla pendenza e dal fondo.
Su una trazione anteriore, il sovrasterzo può comparire soprattutto in rilascio o in frenata. Qui l’obiettivo è evitare ulteriori trasferimenti di carico bruschi: controsterzo progressivo, pedali gestiti con dolcezza e nessuna frenata istintiva. Su una trazione integrale il comportamento può sembrare più rassicurante, ma l’integrale non annulla l’inerzia. Quando l’auto ha già iniziato a ruotare, la tecnica e l’aderenza disponibile contano più delle quattro ruote motrici.
Quando riallineare il volante
Il recupero non termina quando l’auto smette di ruotare. Appena il posteriore torna in linea, il volante va raddrizzato progressivamente. Restare in controsterzo troppo a lungo porta il veicolo a scivolare dall’altra parte, creando un secondo sovrasterzo spesso più difficile da controllare.
È qui che l’esercizio in pista fa la differenza. Un istruttore può insegnare a percepire il momento in cui la vettura riprende grip: il volante restituisce carico, la traiettoria si stabilizza e il corpo avverte una diminuzione della rotazione. Non è una formula identica per ogni auto. Assetto, passo, distribuzione dei pesi, gomme e modalità di guida cambiano la velocità della reazione.
Gli errori che trasformano una sbandata in un testacoda
Nel sovrasterzo, l’istinto tende a suggerire azioni opposte a quelle utili. Frenare con decisione è uno degli errori più frequenti: il carico si sposta in avanti, le ruote posteriori si alleggeriscono e l’auto può ruotare ancora di più. Salvo situazioni eccezionali, durante il recupero non si pesta il freno.
Un altro errore è lasciare le mani rigide sul volante. Braccia tese e presa eccessiva rallentano il controsterzo e impediscono di sentire cosa stanno facendo le ruote anteriori. La posizione di guida va regolata prima di partire: schienale sufficientemente verticale, polsi che raggiungono la parte alta del volante e gambe leggermente flesse. È un dettaglio che diventa fondamentale quando serve reagire in frazioni di secondo.
Da evitare anche la fiducia cieca nell’elettronica. ESC, controllo di trazione e sistemi di stabilità sono alleati preziosi e, su strada, vanno normalmente lasciati inseriti. Possono frenare singole ruote e ridurre la coppia motore per aiutare l’auto a ritrovare l’assetto. Tuttavia agiscono entro limiti fisici precisi: pneumatici usurati, asfalto viscido, velocità troppo alta o manovre brusche possono superare la loro capacità di intervento.
Infine, non si usa il freno a mano per “raddrizzare” una sbandata. È una manovra da cinema, non una soluzione di sicurezza. Bloccare o rallentare il retrotreno in una situazione già instabile aumenta quasi sempre la perdita di controllo.
Prevenire il sovrasterzo prima della curva
La migliore correzione è spesso quella che non si rende necessaria. Prima di una curva è essenziale adattare la velocità al fondo, alla visibilità e al raggio reale della traiettoria. La frenata va conclusa, per quanto possibile, prima dell’inserimento, così da chiedere alle gomme anteriori e posteriori compiti chiari e sostenibili.
Su asfalto freddo o bagnato, le riserve di aderenza diminuiscono molto più di quanto sembri dall’abitacolo. Le gomme devono essere in buono stato, alla pressione corretta e adatte alla stagione. Un pneumatico è l’unico punto di contatto tra una supercar e l’asfalto: chiedergli contemporaneamente di frenare forte, sterzare e trasmettere potenza oltre il suo limite porta alla perdita di controllo.
La gestione del gas deve essere progressiva. In uscita di curva, soprattutto con una vettura potente a trazione posteriore, si torna sull’acceleratore quando il volante inizia ad aprirsi. Più angolo di sterzo rimane, meno coppia le ruote posteriori possono trasferire senza pattinare. Questa relazione è semplice, ma distingue una guida fluida da una guida che rincorre continuamente l’auto.
Dalla teoria alla sensibilità reale del veicolo
Leggere la tecnica è utile; trasformarla in riflesso corretto richiede pratica. Su un piazzale o in pista attrezzata, esercizi a bassa e media velocità permettono di comprendere trasferimenti di carico, controsterzo e modulazione dei pedali senza esporre sé stessi e gli altri utenti della strada a rischi inutili.
Nei corsi di Guida Sicura Supercar, il controllo della vettura viene affrontato con metodo: briefing tecnico, corretta posizione di guida, esercizi progressivi e confronto diretto con piloti-istruttori. L’obiettivo non è insegnare a mettere l’auto di traverso per una foto, ma sviluppare lucidità, sensibilità e margine decisionale. Sono competenze che rendono più sicura la guida quotidiana e più appagante ogni esperienza in pista.
La prossima volta che avverti il posteriore alleggerirsi, non cercare una manovra spettacolare. Cerca lo sguardo giusto, mani precise e comandi progressivi. Poi scegli di allenare quella reazione in un contesto controllato: il vero piacere di guidare una vettura ad alte prestazioni è sentirla rispondere perché sei tu ad avere il controllo.
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